CERTIFICAZIONE UNICA
SERVIZIO DI COMPILAZIONE E INVIO TELEMATICO
MODELLO CU INVIO E CONSEGNA PROROGATI AL 31 MARZO 2021
L'Agenzia delle Entrate ha approvato il Modello di Certificazione Unica 2021 ("CU 2021").
Ricordiamo che il Quadro "CT" riporta le informazioni riguardanti l'utenza telematica del sostituto d’imposta, o di un intermediario abilitato, per la ricezione dei file contenenti i risultati contabili (Modelli 730-4) dei Modelli 730 dei dipendenti e va compilato solo se l’azienda non ha mai comunicato all’Agenzia l’informazione dell’utenza telematica: è il caso ad esempio di aziende neo costituite, aziende che assumono lavoratori dipendenti per la prima volta o aziende nate da fusioni/scissioni.
Il sostituto d’imposta invece che intende variare l’utenza telematica su cui ricevere i Modelli 730-4 deve utilizzare l’apposito Modello, reperibile sul sito web dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it), denominato "Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai Modelli 730-4 resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate ".
Il quadro CT può essere inviato solo nel caso ci sia nel file telematico almeno una certificazione di redditi da lavoro dipendente o assimilato e - in caso di più invii di file CU - il quadro deve essere compilato per ogni fornitura.
Il quadro CT non può mai essere allegato alle forniture che contengono esclusivamente certificazioni di lavoro autonomo, oppure in presenza di comunicazioni di tipo "Annullamento" o "Sostituzione".
La Certificazione Unica 2021 riporta tutte le informazioni rilevanti, sotto i profili fiscale, previdenziale e assistenziale, sui redditi, erogati nel 2020, di lavoro dipendente, assimilati e di lavoro autonomo, sulle provvigioni e sui redditi diversi nonché i corrispettivi derivanti dai contratti di locazioni brevi, comprese corresponsioni di somme a seguito di pignoramenti presso terzi e di procedure di esproprio, nonché tipologie reddituali per le quali il dettato normativo non ne prevede l’inclusione nella dichiarazione precompilata (Modello 730/2021).
Il sostituto d’imposta può suddividere il flusso telematico inviando, oltre al Frontespizio e, eventualmente, al Quadro "CT”, le certificazioni relative a redditi di lavoro dipendente e assimilati separatamente dalle certificazioni di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi; è possibile trasmettere flussi telematici distinti anche nel caso di invio di sole certificazioni di lavoro dipendente, qualora questo risulti più agevole per il sostituto.
Per semplificare l'attività amministrativa delle imprese, CAF Interregionale Dipendenti Srl, offre il servizio di:
a) Compilazione ed invio della Certificazione Unica ordinaria per i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.
Il costo del servizio è di euro 50,00 + IVA per l'invio telematico della CU comprendente una Certificazione Unica ordinaria, da integrare di euro 10,00 + IVA per ogni Certificazione Unica successiva alla prima.
b) Invio telematico del file di Certificazione Unica ordinaria già predisposto dall'azienda.
In questa ipotesi, il file telematico della Certificazione Unica, creato con programmi aziendali e su tracciato ministeriale, verrà inviato all'Agenzia delle Entrate tramite il servizio di intermediazione di CAF Interregionale.
Il costo del servizio è di euro 45,00 + IVA e comprende il controllo del file, l'invio telematico e la successiva consegna della ricevuta dell'Agenzia delle Entrate.
La lettera d'incarico per l'adesione al servizio è da compilare e trasmettere via email a: 730-4@cafinterregionale.it entro il 22 marzo 2021.
Riportiamo, di seguito, le principali novità della CU2021.
  • il nuovo termine a regime del 16 marzo per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate e per la consegna agli interessati del Modello CU2021 è stato differito al 31 marzo (Comunicato Stampa del Ministero delle Finanze 13 marzo 2021);
  • i nuovi istituti finalizzati alla riduzione del “cuneo fiscale” sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati, il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione, con l’eventuale applicazione della clausola di salvaguardia per l’attribuzione da parte del sostituto del bonus Irpef e del trattamento integrativo, riconosciuti in funzione della retribuzione contrattuale e non di quella effettiva, in presenza di ammortizzatori sociali;
  • il credito d’imposta del 30% spettante al sostituto per la restituzione di somme, prevista al netto della ritenuta applicata in anni precedenti;
  • il premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare presso la propria sede di lavoro nel mese di marzo 2020;
  • l’incremento da 258,23 a 516,46 euro, per il solo periodo d’imposta 2020, dell’importo complessivo del valore dei fringe-benefit, che non concorre a formare il reddito;
  • il ragguaglio al reddito complessivo delle detrazioni Irpef per oneri di cui all’art. 15 del TUIR, diverse da quelle relative agli interessi passivi sui mutui ed alle spese sanitarie.
Il termine a regime del 16 marzo per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate e per la consegna del Mod. CU2021 è stato differito al 31 marzo 2021.
Per il periodo d’imposta 2020, i sostituti devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 31 marzo 2021, le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo ed ai redditi diversi; entro il 31 marzo, la certificazione va anche rilasciata al percipiente.
Resta fermo che la trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata può avvenire entro il termine del 31 ottobre 2021, previsto per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770).
Trattamento integrativo, Bonus Irpef, ulteriore detrazione (punti 13-14, 368, 401-409). Per ridurre il “cuneo fiscale” per i lavoratori dipendenti, il Decreto-legge 5 febbraio 2020 n. 3 (art. 1), ha previsto, per le prestazioni rese dai lavoratori dal 1° luglio 2020, il riconoscimento di un trattamento integrativo che non concorre alla formazione del reddito, analogamente al bonus IRPEF che esso ha sostituito dalla stessa data. La misura spetta, in particolare, ai lavoratori il cui reddito complessivo, determinato come ai fini del bonus IRPEF, non sia superiore a euro 28.000,00 annui e qualora non risultino “incapienti”.
Il trattamento integrativo è rapportato al periodo di lavoro e spetta, come detto, per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020. Pertanto, nei punti 13 e 14 del Mod. CU2021, vanno riportati il numero di giorni, già indicato ai fini della spettanza delle detrazioni per lavoro dipendente al punto 6 del Mod.CU, ripartiti tra il primo semestre e il secondo semestre, al fine di attribuire la quota, rispettivamente, del bonus Irpef e quella del trattamento integrativo.
Le istruzioni precisano che in caso di rapporto di lavoro coincidente con l’anno solare, i giorni da considerare sono 365, da suddividere in 181 per il primo semestre e 184 per il secondo semestre. Qualora invece il rapporto di lavoro sia inferiore all’anno solare con inizio prima del 29 febbraio, il numero dei giorni da riportare al punto 13 deve considerare il giorno 29 febbraio. La somma dei punti 13 e 14 deve essere sempre uguale al numero di giorni riportato al punto 6.
I dati di dettaglio relativi all’attribuzione del trattamento integrativo sono poi esposti nei punti da 401 a 409.
Il DL n. 3/2020 (art.2) ha introdotto anche un’ulteriore detrazione per lavoro dipendente, applicabile da 28 a 40 mila euro di reddito complessivo. La detrazione, rapportata al periodo di lavoro, è stata di importo pari a:
  • 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro, ma non a 35.000 euro; ed a
  • 480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.
L’importo della ulteriore detrazione viene esposto nel punto 368.
Ricordiamo che l’ulteriore detrazione, in origine prevista solo per il 2020 (a decorrere dal 1° luglio e fino al 31 dicembre), è stata ora resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2021 (art.1, comma 8), in vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali, con un importo raddoppiato rispetto a quello del 2020 (questo, per effetto del DL n. 182/2020).
Clausola di salvaguardia per il bonus Irpef ed il trattamento integrativo (punti 478-480).
Per entrambe le misure del bonus Irpef e del trattamento integrativo, si deve considerare quanto disposto dal Decreto “Rilancio” (DL n. 34/2020, art. 128, comma 1); se ne è previsto il riconoscimento, in presenza degli altri requisiti prescritti, anche in favore dei lavoratori che risultino “incapienti” (imposta lorda inferiore alla detrazione per lavoro dipendente) per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nel 2020, qualora i lavoratori abbiano fruito delle misure speciali di sostegno, introdotte dal Decreto “Cura Italia” per fronteggiare l’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica, quali, ad esempio, la cassa integrazione, i congedi parentali, il bonus baby sitting (DL n.18/2020, articoli 19, 20, 21, 22, 23 e 25).
In questi casi, il sostituto d’imposta, pertanto, riconosce il bonus Irpef ed il trattamento integrativo per il periodo, assumendo, in luogo degli importi delle predette misure di sostegno, la retribuzione contrattuale che sarebbe spettata in assenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
In particolare, le istruzioni dispongono che il sostituto dovrà:
  • barrare il punto 478, nel caso in cui siano state erogate somme a sostegno del reddito;
  • compilare il punto 479, indicando il reddito da lavoro dipendente effettivamente erogato (con esclusione, tra gli altri, dei redditi indicati all’articolo 50, comma 1, del TUIR, alla lettera c), le borse di studio e simili; ed alla lettera c-bis), i compensi da collaborazione coordinata e continuativa);
  • compilare il punto 480, indicando il reddito contrattuale che sarebbe stato erogato in assenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
Valore dei fringe-benefit, che non concorre al reddito, fissato a 516,46 euro per l’anno 2020 (punto 474).
Nel punto 474 va indicata la quota di erogazioni in natura e dei compensi in natura comunque erogati indipendentemente al loro ammontare per i quali la norma ha previsto la non concorrenza alla formazione del reddito se di importo non superiore o uguale a euro 516,46.
A tal fine, va rammentato che la soglia di non-concorrenza al reddito di lavoro dipendente del valore dei fringe-benefit, fissata dall’art.51, comma 3 del TUIR in euro 258,23, è stata elevata dal Decreto “Agosto” a euro 516,46, con validità, tuttavia, solo per l’anno d’imposta 2020 (DL n.104/2020, art.112).
Le istruzioni del modello precisano che, nel caso in cui venga effettuata un’erogazione in natura di cui all’art.51, comma 3 del TUIR, in sostituzione del premio di risultato, di importo superiore a 516,46, l’intero importo di detta erogazione deve essere riportato nel presente punto; e che nell’ipotesi in cui il valore dei beni (o dei voucher) superi il valore in questione, l’intero ammontare deve essere assoggettato a tassazione ordinaria.
Ragguaglio al reddito complessivo delle detrazioni IRPEF per oneri di cui all’art. 15 del TUIR (punto 369).
Il punto 369 del Mod.CU2021 è riservato all’indicazione dell’importo complessivo delle detrazioni, derivante dagli oneri detraibili art. 15 del TUIR, indicati nei precedenti punti 342, 344, 346, 348, 350 e 352.
Va tenuto presente che la Legge di Bilancio per il 2020 (art. 1, comma 629, legge n.160/2019), ha modificato l’articolo 15 del TUIR, prevedendo in particolare l’attribuzione della detrazione spettante:
  • per l’intero importo se il reddito complessivo non risulta superiore a 120.000 euro;
  • per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 240.000 euro, diminuito del reddito complessivo e 120.000 euro, qualora il reddito complessivo sia superiore a 120.000 euro.
La detrazione compete per l’intero importo, a prescindere dall’ammontare del reddito complessivo, per gli oneri di cui al comma 1, lettere a) (interessi passivi e oneri accessori per mutui agrari) e b) (interessi passivi e oneri accessori per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale), e al comma 1-ter (interessi passivi e oneri accessori per mutui agrari) e b) (interessi passivi e oneri accessori per mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale) nonché per le spese sanitarie di cui al comma 1, lettera c) dell’art. 15 del TUIR.
Restituzione al sostituto d’imposta di somme già assoggettate a ritenuta (punto 475).
Il DL Rilancio (DL n.34/2020, art.150, comma 1) ha introdotto il comma 2-bis nell’articolo 10 del TUIR, prevedendo che, in caso di ripetizione di somme rivelatesi indebite, chi le ha percepite deve restituirle al sostituto d’imposta, al netto delle ritenute fiscali subite. Secondo il nuovo comma, gli importi che devono essere restituiti al netto delle ritenute fiscali applicate al momento dell’erogazione, non costituiscono oneri deducibili.
Si è, inoltre, previsto (comma 2) che, ai sostituti d’imposta, a fronte delle somme nette ricevute, spetta un credito d’imposta pari al 30% degli importi, utilizzabile in compensazione nel mod. F24 senza limiti di valore. La nuova disposizione, che decorre dal 1° gennaio 2020, non incide sui rapporti già definiti al 19 maggio 2020.
Nel punto 475 del Mod.CU2021, per il lavoro dipendente, e nel campo 22 delle certificazioni di lavoro autonomo, vanno riportate le somme restituite al netto della ritenuta applicata in anni precedenti. Le istruzioni della certificazione precisano che il diritto del sostituto a fruire del credito d’imposta sorge al momento in cui non può più essere eccepita la legittimità della pretesa alla restituzione; e che, pertanto, ai fini dell’utilizzo del credito di imposta sono irrilevanti le vicende e le modalità relative alla restituzione dell’indebito (ad esempio, corresponsione rateale).
Premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti che hanno lavorato “in presenza” nel mese di marzo 2020 (punto 476).
Il DL “Cura Italia” (art.63, DL n.18/2020) ha concesso ai lavoratori dipendenti, per i giorni di presenza fisica presso la sede di lavoro nel mese di marzo 2020, oppure svolti in trasferta, un “premio” massimo di euro 100. Il bonus è stato erogabile a decorrere dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile ai suddetti lavoratori, con un reddito da lavoro dipendente prodotto nell’anno 2019 non superiore a euro 40.000. Per consentire il recupero in compensazione con il Mod.F24 del bonus erogato, l’Agenzia delle entrate ha istituito, con la risoluzione n. 17/E del 31 marzo, il codice tributo “1699” (“Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”).
L’importo del premio erogato ai lavoratori dipendenti che hanno prestato la loro attività lavorativa nel mese di marzo 2020, al netto di quanto eventualmente recuperato, viene esposto nel punto 476.